4 Modi per aprire la tua mente a 360°

4 Modi per aprire la tua mente a 360°

Non è difficile come sembra!

Aprire la propria mente a 360°? Riuscirci sembra impossibile, o comunque sembra faticoso! Magari starai pensando che, per farcela, dovresti affrontare un lungo percorso di meditazione e trascorrere ore in complicate pose yoga per raggiungere la trascendenza.

In realtà non solo aprire la mente non è difficile, ma farlo è anche la base di qualsiasi percorso di maturazione, di crescita personale, di felicità.

Aprire la propria mente vuol dire essere consapevoli di questo: tutto quello che abbiamo appreso attraverso l’esperienza o l’educazione può essere messo in discussione, ri-elaborato. Aprire la propria mente, lo dice l’espressione stessa, vuol dire espanderla oltre i confini. E dunque oltre gli schemi nei quali siamo stati programmati sin dall’infanzia, oltre i limiti imposti dalla società, dalla convinzione, dalla routine.

E, secondo me, l’Italia è il Paese giusto nel quale fare questo tipo di discorso. Il nostro Paese da sempre vive una problematica culturale prima ancora che politica ed economica, e ahimè sono spesso i nostri stessi preconcetti, la nostra mentalità, la nostra patologica abitudinarietà a impedirci di evolvere. Questi nostri difetti ci fanno reiterare negli errori e, sì, ci fanno scegliere sempre “le stesse facce”. L’Italia è un Paese con uno straordinario potenziale, ma spesso troppo refrattario al cambiamento e troppo convinto di essere nel giusto.

Detto questo, entriamo nel vivo e proviamo a capire quali sono i metodi infallibili per mantenere flessibile la nostra mente.

I 4 Modi: prova a seguirli!

  1. FAI COSE CHE NORMALMENTE NON FARESTI: La tua comfort zone è un luogo immaginario che ti trasmette un senso di pace e di serenità. E di sicurezza, o meglio falsa sicurezza. Perché in realtà la vera crescita avviene quando usciamo dalla comfort zone e ci apriamo a cose nuove. Quando mettiamo in gioco noi stessi e i nostri limiti. Non serve molto, come dicevo. Parti anche da piccoli passi. Leggi un libro che pensavi non sarebbe stato mai nelle tue corde. Parla con persone che a pelle ti stanno antipatiche, ma che ancora non conosci bene. Visita posti dove non sei mai stato: non serve un grande budget, spesso basta andare a pochi chilometri da casa propria. Apriti agli altri, impara da loro. Ti accorgerai che il vero senso di pace e serenità deriverà dall’aver abbandonato i tuoi confini. Deriverà dalla saggezza che nasce quando apprendiamo cose nuove, quando sperimentiamo cose nuove. Ah, e togliti quella rigidità che poco ti si addice! Una volta ogni tanto, concediti il lusso di fare qualche cavolata! Dietro azioni che ci fanno sentire stupidi, spesso si nasconde il vero divertimento!


  2. NESSUNA VERITÀ È ASSOLUTA, ACCETTALO: Ogni verità che hai appreso e poi metabolizzato è soltanto una parziale lettura della realtà. Non intendo dire che la verità non esiste, ma intendo dire che spesso ci adattiamo all’idea di “saper già tutto” peccando di presunzione. È molto semplicistico pensare di avere un bagaglio di conoscenze ed esperienze che sia il migliore possibile e indiscutibile. Adattarci a questo comodo schema ci fa perdere la possibilità di imparare nuove skill, nuovi approcci alla vita, nuove visioni del mondo. Anche qui potremmo parlare di massimi sistemi, e dire come anche un brillante premio Nobel per la fisica non conosce tutto della propria materia. Ma spostiamoci dai premi Nobel e rimaniamo nel semplice, nel quotidiano. Ecco il consiglio pratico per te. Non cadere in errori banali: non pensare di conoscere tutto delle persone che ti circondano, ad esempio. Delle loro vite conosci solo una parte. Oppure, non pensare di avere chiara l’attualità e la geopolitica solo perché hai ascoltato quello che ha raccontato un televisore. Il mondo segue regole ben più complesse. Insomma, né tu, né io, né nessun altro ha tutte le risposte. Accettare questo ci permette di essere spronati a non stare mai fermi. A non essere prigionieri di un mondo di preconcetti. A non impigrire la nostra mente. A non far nascere ragnatele alla nostra curiosità. Nella vita è meglio apprendere continuamente e guardare a quel che ci circonda con spirito proattivo e pronto.


  3. ACCETTA ANCHE IL DISAGIO: L’accettazione, lo avrai capito, è uno dei pilastri fondamentali per la crescita. Ma cosa intendiamo con accettazione... del disagio? Il disagio è una sensazione che la società ci ha insegnato a rifuggire. Ci sono situazioni che ci mettono in imbarazzo e che evitiamo come la peste, ma spesso, in realtà, sono solo momenti in cui ci viene chiesto di esporci, di metterci in gioco. Ci sono scenari che ci fanno sentire insicuri, ma forse è proprio perché ci fanno uscire da quella maledetta comfort zone. Ci sono cose che ci spaventano ma magari è solo perché travalicano la nostra routine, i nostri pensieri preconfezionati. A tutti sarà capitato di vivere sensazioni come quelle degli esempi appena fatti. In quei casi ci siamo sentiti a disagio e abbiamo preferito rifugiarci bene. Quando magari sarebbe bastato esporci (ne siamo perfettamente in grado), uscire dalla comfort zone (non ci fa che bene), abbandonare abitudini e pregiudizi (è liberatorio!) Insomma, spesso il disagio è solo paura di affrontare un cambiamento, una sfida, una evoluzione. E allora che fare? Impariamo a fare cose che ci mettono a disagio! Accettiamo le incognite e prendiamoci qualche rischio extra! Il vecchio adagio che dice sia meglio avere rimorsi che rimpianti non è mai stato così vero!


  4. IMPARA A CAMBIARE: Disse Schopenhauer che "Il cambiamento è l'unica cosa eterna, perpetua ed immortale”. Prima lo capiamo e meglio staremo. Vedere una persona spaventata dal cambiamento è facile. Di solito si tratta di individui che criticano ogni innovazione, che sparano la filippica sul “in passato si stava meglio, le nuove generazioni fanno schifo!”. E così via. Questo atteggiamento è controproducente. Ogni momento storico presenta sfide e nulla rimane immutabile, soprattutto in una società come la nostra. Cambia il mondo del lavoro, cambiano i rapporti intersoggettivi, le relazioni fra superpotenze, le leggi e il nostro sistema di diritti. Ma sta a noi decidere cosa fare. Possiamo far sì che i cambiamenti ci atterriscano e ci riempiano di angoscia e ci portino a chiuderci, oppure accettarli e saperci reinventare, trasformare. Imparare a cambiare. Trovare risorse dove prima vedevamo ostacoli.

Tutto parte da te

Non mi aspetto che i quattro punti qui elencati vengano da te interiorizzati in un batter d’occhio. Ma, dove potevo, ho cercato di inserire piccoli consigli pratici. Piccole sfide che puoi abbracciare nella vita di tutti i giorni, nella tua città, nel tuo sistema di conoscenze. Ricorda solo, in conclusione, che saper aprire la mente vuol dire rifiutare tutte quelle paure che ci rendono gregge, che ci fanno sentire inadeguati e insignificanti. E vuol dire saper cogliere dagli altri e dal mondo prospettive, risorse, informazioni, opportunità, ricchezze.

Ricorda, però, che la rivoluzione deve partire da te. Nessuno verrà a spingerti , nessuno verrà a spronarti a casa, a dirti di uscire, di staccare i social e ottimizzare il tuo tempo per renderlo fruttuoso. Nessuno farà il lavoro per te. Nessuno vivrà la vita che dovresti vivere tu. La rivoluzione deve partire da te. La tua mente devi aprirla tu.

1 di 6